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C’è qualcosa che proprio non torna, nella già intricata vicenda della nuova assegnazione in gestione del centro sportivo di via Fancelli, ubicato all’inizio del vecchio quartiere Barca.
Com’è noto – e come in parte si è già scritto anche qui -, la vicenda origina dalla contesa, approdata al Tar, tra il vecchio gestore – la Nsd Nettuno tennis club – e il nuovo soggetto – il Nettuno sport center Ssd srl -, a cui il Comune ha deciso di affidare il grande impianto di oltre 9000 metri quadri. Il Consiglio di Stato, ribaltando la decisione del Tribunale amministrativo, ha annullato la sospensiva del nuovo contratto, quello che ha permesso l’avvicendamento delle due società. Dunque, il Comune, lo scorso venerdì, ha preteso l’immediata restituzione del centro all’amministrazione, imponendo lo sgombero di ogni cosa di proprietà dl vecchio gestore entro il lunedì successivo, giorno in cui è stato fissato anche il sopralluogo coi tecnici del Quartiere per la formale riconsegna dell’area. Una decisione apparsa un po’ avventata, a giudizio di qualche osservatore della vicenda, dato che il Consiglio di Stato ha annullato la richiesta di sospensiva, ma solo perché è imminente il giudizio di merito, su quello stesso contratto.
Comunque, puntualmente, alle ore 09.00 del 17 febbraio – questo dato, come i seguenti che saranno citati, sono riportati nel verbale firmato dal direttore del Quartiere Reno-Borgo Panigale, Massimiliano Danielli – si presentano al cancello del centro, col predetto Danielli, Salvatore Iaquinta, del settore Amministrazione e servizi generali, eAnna Pilati, del settore Sport e affari generali. I tre, assieme a Paolo Poli, patron del Nettuno tennis club, e di una legale di sua fiducia, Silvia Gotti, ispezionano tutta la struttura per oltre 2 ore, salvo, poi, per una qualche non meglio precisata ragione, interrompere il sopralluogo alle 11.15, riservandosi di completarlo il giorno successivo.
Dunque, a quella data e a quella ora, formalmente la riconsegna non è ancora avvenuta, dovendosi terminare le operazioni di controllo delle condizioni del centro stesso. Eppure, alle ore 13.00, più o meno esatte, l’assessore allo Sport del Comune di Bologna prende la parola, per denunciare ai presenti il presunto stato di degrado e di devastazione – questa è, in buona sostanza, l’immagine che Roberta Li Calzi dà del centro sportivo ai consiglieri -, in cui verserebbe il Nettuno, a causa degli scellerati interventi compiuti dai vecchi gestori, nei due giorni che questi avrebbero avuto a disposizione per sgomberare le loro cose. La Li Calzi, per altro, coglie l’occasione anche per “bastonare” le opposizioni a Palazzo d’Accursio, ree, secondo lei, di aver parteggiato troppo sfacciatamente per lo Nsd Nettuno tennis club, nelle settimane precedenti, quando era pendente al Consiglio di Stato la questione sospensiva.
Però, qui, casca anche l’asino, come direbbe Totò: in base a quali informazioni avrebbe svolto l’intervento, l’assessore Li Calzi, se il sopralluogo dei “suoi” tecnici era stato sospeso? 
Riportando indietro le lancette dell’orologio, va detto che – si sta parlando sempre di lunedì 17 -, andati via Danielli, e la Pilati e, con loro, anche Poli, verso le 11.45 si sono presentate, irrompendo nel centro, un gruppo di persone, con alla testa Rebecca Ulivi e Simona Volta, responsabili di Nettuno sport center, la società subentrante. Se avssero o meno titolo per entrare nel centro, è cosa per lo meno dubbia, dal momento che il complesso non era stato ancora formalmente restituito al Comune e il Comune, per tanto, non avrebbe potuto, a rigor di logica, averlo già consegnato al nuovo gestore. Quel che è certo, è che anche queste persone hanno iniziato a girare per ogni dove, realizzando fotografie e filmati che, guarda caso, finiscono per testimoniare esattamente la situazione che, di lì a breve, la Li Calzi rappresenterà in consiglio comunale.

Dubbi sull’intervento dell’assessore Li Calzi, a verbale di riconsegna ancora aperto.

 

(Le malelingue parlano di assegnazione per amicizia, appartenenza al movimento LBGQ) Ma noi non ci crediamo…..
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